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Paura dell’esame del sangue: ecco come affrontarla

Lavorando anche in un laboratorio analisi, molte mattine mi capita di fare almeno una cinquantina di prelievi del sangue, e spesso ho a che fare con persone terrorizzate dall’esame. Per molti si tratta di una vera e propria tortura.

Cerchiamo di capire meglio questa fobia

Molti temono di provare dolore. Questa paura è infondata poichè gli aghi che usiamo oggi sono talmente sottili ed accuminati che se ben usati, con sicurezza e rapidità quasi non si percepiscono, soprattutto in una zona poco innervata come quella delle braccia. Basti pensare che un pizzicotto è molto più doloroso di una puntura venosa.

Per molti invece non si tratta di paura, si tratta piuttosto del fatto che si impressionano alla vista del sangue. Per gestire questo tipo di problema è possibile risolvere spostando l’attenzione su un discorso, un pensiero o un oggetto completamente estraneo alla situazione.

Molte persone invece sentono di perdere il controllo del proprio corpo, questo innesca una reazione vaso-vagale dovuta alla paura. In poche parole uno stimolo nervoso fortemente negativo, come il terrore che provano, provoca una reazione vasale, diminuendo così l’apporto di sangue al cervello e provocando infine lo svenimento.

Si tratta di un circolo vizioso, più si teme di svenire più si corre il rischio che capiti davvero. Per gestire questo tipo di ansia può aiutare manifestare la propria paura a chi vi fa il prelievo, la narrazione aiuta infatti ad esorcizzare la paura. Inoltre questo è utile a noi professionisti per gestire il prelievo in maniera “diversa”. Farsi accompagnare da amici o parenti può essere poi di grande aiuto.

Alcune persone poi evitano gli esami del sangue perché hanno paura che gli esiti rivelino la presenza di qualche malattia. Così facendo aumentano le possibilità di peggiorare eventuali problemi di salute trascurati. “Mettere la testa sotto la sabbia” non fa sparire il problema, anzi, se si affrontano per tempo certe malattie, aumentano le possibilità di guarire o di gestire meglio il processo di cura.

Se vuoi condividere le tue esperienze o chiedere un consiglio a tal proposito commenta pure qui sotto!

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